ACQUISTO IMMOBILE AD ALIQUOTA 4

L’Ufficio registro di Brescia ha revocato le agevolazioni relative alla nota 2 bis dell’art.1 della Tariffa parte prima della legge 131 del 26.4.1986 non avendo le parti ricorrenti ottemperato all’obbligo del trasferimento di residenza entro un anno dall’acquisto dell’immobile di cui all’atto registrato il 13.2.96 al n. 730 serie 2/V a rogito notaio Brunelli.

Parti ricorrenti assumono che il termine di un anno per trasferire la residenza è un termine “ordinatorio” e non “perentorio”.

Tra le condizioni previste dal citato art.1 della Tariffa, ai fini dell’applicazione dell’aliquota del 4%, vi è quella “che l’immobile sia ubicato nel territorio del comune in cui l’acquirente ha o stabilisca entro un anno dall’acquisto la propria residenza”.

La norma stabilisce che “la dichiarazione di volere stabilire la residenza nel comune ove è ubicato l’immobile acquistato, deve essere resa, a pena di decadenza, dall’acquirente nell’atto di acquisto”.

Il raffronto tra i due termini, il secondo dei quali è sicuramente “perentorio”, induce a ritenere che il primo sia “ordinatorio”.

L’Ufficio a sostegno del carattere perentorio del termine in questione richiama il quarto comma della predetta nota 2 bis il quale stabilisce che “in caso di dichiarazione mendace o di trasferimento ecc.” l’agevolazione è revocata e “sono dovute le imposte di registro, ipotecaria e catastale ecc.”.

Assume l’Ufficio che l’avere dichiarato di trasferire la residenza nell’immobile acquistato entro un anno e non avere adempiuto a quanto dichiarato costituisce “dichiarazione mendace” e, pertanto, la revoca dell’agevolazione è legittima.

La tesi dell’Ufficio non può essere condivisa in quanto l’inadempimento del trasferimento non può essere indice inequivoco di “dichiarazione mendace” salvo dimostrare che al momento della dichiarazione il soggetto dichiarante avesse già in mente di non trasferire la residenza.

La mendace dichiarazione è agevolmente apprezzabile se l’acquirente dichiara falsamente di avere già la residenza nel comune dove è ubicato l’immobile ovvero dichiara falsamente di essere in una delle altre condizioni previste dalla norma.

Se vero è che è stabilito il termine di un anno per il trasferimento della residenza è parimenti vero che la revoca dell’agevolazione può avvenire soltanto nei casi previsti dal quarto comma su citato e tra questi casi non è indicato quello del trasferimento della residenza oltre l’anno sicché il termine “de quo” deve qualificarsi “ordinatorio” ovvero è da ritenere che la violazione dello stesso non determini la revoca dell’agevolazione disposta dal legislatore in casi del tutto diversi.

Il ricorso, pertanto, va accolto e, stante la natura della controversia, le spese processuali vanno compensate.

P.T.M.