API GIOVANI: OGGI L’ASSEMBLEA

Mercoledì 13 Giugno 2001, ore 14.37

API GIOVANI: OGGI L’ASSEMBLEA

Le nuove frontiere del lavoro temporaneo in Emilia, e in particolare nel sistema della piccola e media impresa reggiana, passano da profili professionali avanzati: non solo saldatori e carpentieri ma anche uomini di marketing, commerciali e profili direzionali. “E’ una delle caratteristiche che stiamo rilevando nell’area di Reggio –conferma Paolo Zani di Kelly Service – unita a una sempre maggiore attenzione verso il lavoro temporaneo”. La conferma arriva dai dati una indagine condotta dal gruppo Giovani dell’Api guidato da Giannicola Albarelli e presentato ieri nel corso dell’assemblea annuale. “I dati dicono che 6 imprese su 10 usano il lavoro interinale – spiega Cristina Falavigna che ha condotto la ricerca – il 96,6% usa forme di lavoro flessibile. La parte del leone la fanno gli straordinari con il 75% e la flessibilità di orario (16,7) che sono strumenti tradizionali ma al terzo posto dopo i contratti di formazione lavoro e prima del part time (usato dal 57,3% delle imprese) c’è il lavoro interinale. Il 73,2 % lo usa per picchi di lavoro e il 66,6 % delle missioni è nell’area della produzione. Seguono la logistica e l’amministrazione”. Il grado di soddisfazione sull’impiego del lavoro temporaneo si attesta al 55% e nel 32% di insoddisfatti emerge la questione dei costi, giudicati alti. Tra i progetti 2001 dei giovani Api una ricerca sul passaggio generazionale da realizzare con la Camera di commercio di Reggio e un lavoro con l’Università di Parma sull’outsourcing. Le nuove frontiere del lavoro temporaneo in Emilia, e in particolare nel sistema della piccola e media impresa reggiana, passano da profili professionali avanzati: non solo saldatori e carpentieri ma anche uomini di marketing, commerciali e profili direzionali. “E’ una delle caratteristiche che stiamo rilevando nell’area di Reggio –conferma Paolo Zani di Kelly Service – unita a una sempre maggiore attenzione verso il lavoro temporaneo”. La conferma arriva dai dati una indagine condotta dal gruppo Giovani dell’Api guidato da Giannicola Albarelli e presentato ieri nel corso dell’assemblea annuale. “I dati dicono che 6 imprese su 10 usano il lavoro interinale – spiega Cristina Falavigna che ha condotto la ricerca – il 96,6% usa forme di lavoro flessibile. La parte del leone la fanno gli straordinari con il 75% e la flessibilità di orario (16,7) che sono strumenti tradizionali ma al terzo posto dopo i contratti di formazione lavoro e prima del part time (usato dal 57,3% delle imprese) c’è il lavoro interinale. Il 73,2 % lo usa per picchi di lavoro e il 66,6 % delle missioni è nell’area della produzione. Seguono la logistica e l’amministrazione”. Il grado di soddisfazione sull’impiego del lavoro temporaneo si attesta al 55% e nel 32% di insoddisfatti emerge la questione dei costi, giudicati alti. Tra i progetti 2001 dei giovani Api una ricerca sul passaggio generazionale da realizzare con la Camera di commercio di Reggio e un lavoro con l’Università di Parma sull’outsourcing.

Stefano Catellani