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di Carlo Santi

ROMA – In rotta verso Shanghai e Londra, Mondiali e Olimpiadi, Federica Pellegrini fa tappa a Novara. Una settimana in collegiale con il nuovo coach Philippe Lucas con il quale da un paio di mesi si allena a Parigi. Con loro ci sono Luca Marin, la romena Camelia Potec e il francese Benjamin Stasilius. La settimana prossima Fede sarà a Riccione dove ci saranno i campionati italiani primaverili, gara di selezione per i Mondiali di Shanghai a luglio. Determinata dopo un 2010 non sempre brillante per mancanza di motivazioni e spesso in lite con il suo allenatore Stefano Morini, la Pellegrini lancia la sfida. Prima dei grandi appuntamenti le piace colpire con un gran tempo. In passato lo ha fatto proprio a Riccione: ai Primaverili del 2009 ha ottenuto il record del mondo dei 200sl (1:54.47) appena due giorni dopo aver patito una crisi di panico nei 400sl.

Federica, qual è la condizione in questo momento?

«Rispondo così: non vedo l’ora di gareggiare».

A Riccione ha scelto di nuotare in quattro gare. E’ un esperimento in vista di Mondiali e Olimpiadi?

«Sarò in acqua dai 100 agli 800 per capire al meglio la condizione. Però, ai Mondiali e alle Olimpiadi le mie gare restano 200 e 400sl anche se potrei aggiungere una prova».

Il progetto, ambizioso, è quello di gareggiare negli 800 metri.

«Avevo iniziato con Alberto Castagnetti un percorso. Adesso, il nuovo allenatore Lucas è della stessa convinzione. Philippe dice che gli 800 sono facili».

Tra una settimana gareggerà anche nei 100sl. Perché?

«Il mio allenatore vuole rendersi conto qual è la mia velocità. Da tempo non li nuotavo».

Lei prima dei grandi appuntamenti si presenta con un record del mondo. Sarà così anche la settimana prossima?

«Sicuramente non mi aspetto di andare piano. Fare un primato mondiale sarà difficile, ma di certo non sarò lenta. Però non parlo mai di tempi: sono scaramantica».

A inizio 2011 ha scelto Parigi e Lucas per preparare la stagione e le Olimpiadi di Londra. Qual è il primo bilancio di questa esperienza?

«Positivo. A Parigi mi sembra di essere in collegiale e tutto va al meglio. Il rapporto con Lucas migliora ogni giorno, ma io penso sempre all’Italia».

Presto tornerà a casa, al Centro Federale di Verona.

«I lavori alla piscina vanno avanti e tra poco saranno ultimati. A Verona sono molto legata».

Dopo un mese di allenamenti in Francia è tornata in Italia e ha subito ottenuto, in vasca corta a Ostia a inizio marzo, un record nazionale.

«Non me lo aspettavo (3:57.59 nei 400sl, ndr) perché ero carica di lavoro. Quindi sono rimasta molto felice».

Lo è anche del lavoro che sta svolgendo in Francia?

«Sono contenta della scelta fatta. Adesso molte cose sono diverse rispetto al passato, dagli allenamenti allo scarico. In ogni caso posso dire di essere riuscita a fare cose che non credevo di fare. Io ci ho messo davvero il cento per cento».

Adesso siamo al momento della prima verità.

«Dovremo valutare anche il rapporto con Lucas durante le gare. Lui pretende sempre il massimo da tutti. Negli ultimi dieci giorni ho sempre dei dubbi».

E’ curiosa di capire cosa saprà realizzare a Riccione?

«Non vedo l’ora di guardare il tabellone dei tempi appena avrò toccato».

Nel mondo ci sono già stati buoni risultati. Chi le ha fatto maggiore impressione?

«Di avversarie ce ne sono tante ma nessuna mi fa veramente paura. Mi aspettavo buone cose, e ci sono state. Nei 400sl l’inglese Rebecca Adlington ha ottenuto 4:02.8, un buon crono, ma lo aveva già fatto anche prima delle Olimpiadi. Nei 200 molte sono scese sotto l’1:56 ma nessuna sotto l’1:55».

A Parigi ha dovuto cambiare gli orari: si allena all’alba.

«Sono orari particolari ma io e Luca (Marin, ndr) ci siamo abituati».

Giovedì 07 Aprile 2011 – 21:08 Ultimo aggiornamento: Sabato 09 Aprile – 11:56

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