Inaccettabili Riserve Italiane Su Kyoto

Clima: Kyoto; Pecoraro, Amato ha gia’ fatto revocare riserva

”Ho parlato con Giuliano Amato alla riunione dell’Ulivo e mi ha detto che aveva gia’ fatto revocare la riserva posta da Clini al documento sul Protocollo di Kyoto”. A rivelarlo e’ Alfonso Pecoraro Scanio, ministro dell’agricoltura uscente, che definisce ”incredibili” le dichiarazioni del direttore generale del ministero dell’ambiente e spiega che la posizione di Giuliano Amato sulla vicenda e’ sempre stata ”chiara e lineare”. ”Amato ha sempre detto e lo ha ribadito – osserva Pecoraro Scanio – che la posizione italiana e’ di difesa del Protocollo di Kyoto. Non capisco come si faccia a dichiarare il contrario”. ”Quello di Corrado Clini – sottolinea – e’ evidentemente un tentativo goffo di crearsi un alibi per l’inopinata riserva messa al Protocollo. Probabilmente sta anticipando quella che sara’ la posizione del Governo Berlusconi. Anche se io spero sempre in un

ripensamento visto che persino negli USA sono in molti quelli che non la pensano piu’ come Bush”. ”E poi – prosegue Pecoraro – dire ‘no’ al Protocollo significherebbe assumere una posizione anti-europea”.

”Mi piacerebbe davvero – confessa – sapere chi ha consigliato

Berlusconi di prendere questa posizione…chissa’, forse Kissinger

quando e’ stato a casa sua…”.

Clima: Kyoto;Mattioli, scandalizzato per dichiarazioni Clini

Gianni Mattioli, ministro per le politiche comunitarie uscente, cade dalle nuvole. Quanto dichiarato da Corrado Clini, direttore generale del ministero dell’ambiente, e cioe’ che l’Italia avrebbe fatto un passo indietro sul Protocollo di Kyoto su precisa indicazione di Giuliano Amato, lo lascia ”interdetto” e ”scandalizzato”. ”Trovo incredibile – osserva Mattioli – che il presidente del consiglio possa aver assunto una posizione come quella descritta da Clini senza che il ministro per le politiche comunitarie e quello dell’ambiente ne sapessero nulla. Quindi ritengo che Clini abbia detto una cosa di fatto impossibile. Anche perche’ e’ agli atti che in ogni consiglio dei ministri nel quale si e’ affrontata la questione si e’ sempre criticato l’atteggiamento di Bush. E si e’ sempre sostenuta la scelta europea a favore del Protocollo di Kyoto”. ”Se cio’ fosse accaduto – aggiunge – sarebbe una cosa talmente grave che non e’ nemmeno da

prendere in considerazione. Anche perche’, ripeto, non e’ mai successo che il presidente del consiglio, su una questione cosi’ delicata ed importante, abbia stabilito di prendere decisioni cosi’ in contrasto con la linea politica di sempre senza informare nessuno e senza dare spiegazioni”.

Clima. Bordon smentisce: nessuno smarcamento dall’UE

Sono “notizie prive di fondamento” quelle che indicano una

“smarcatura” dell’Italia dagli altri paesi UE rispetto al Protocollo

di Kyoto. Secca smentita, dal ministro dell’ambiente Willer Bordon,che in una nota dice infatti: “a seguito di notizie per le qualil’Italia si sarebbe ‘smarcata’ dall’Unione Europea su Kyoto, fino alpunto da isolarsi rispetto alla dichiarazione che i ministri

dell’ambiente rilasceranno la settimana prossima e nella quale si

impegnano a ratificare entro il 2002 il protocollo stesso, il ministro dell’ambiente Willer Bordon precisa che tali notizie sono del tuttoprive di fondamento”. Poi, nella nota, il ministero dell’ambiente spiega: “sara’ infatti il ministro Bordon stesso la prossima settimana a rappresentare al consiglio dei ministri dell’ambiente la posizione dell’Italia. Posizione che- si sottolinea- non e’ mai cambiata e che e’ come noto di assoluto ed esplicito impegno europeo ad applicare il Protocollo di Kyoto entro il 2002. Ovviamente- si aggiunge- ricercando fino all’ultimo ogni possibile accordo con gli Stati Uniti ma anche, se la posizione americana dovesse permanere, confermando la volonta’ di procedere comunque alla ratifica, in sintonia con tutti i governi europei, al di la’ delle maggioranze politiche che li sostengono”.

Clima: Legambiente; Europa proceda spedita, Italia sia chiara

L’Europa deve procedere spedita nella ratifica del Protocollo di

Kyoto, e il nuovo Governo italiano deve essere obbligato a una scelta chiara: ”Seguirla o rompere unilateralmente la solidarieta’ europea su un tema decisivo per il futuro di tutti”. Cosi’ Legambiente interviene a proposito dell’annunciata intenzione del futuro esecutivo di unirsi a Bush nel rinvio di ogni impegno per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica. ”La posizione preannunciata dal ministro dell’ambiente in pectore Matteoli – afferma Legambiente – e’ sbagliata per almeno due ragioni: isolerebbe il nostro paese dai partner europei, anche da paesi governati dalla destra come la Spagna, e soprattutto minerebbe la possibilita’ concreta di fermare i cambiamenti climatici ai quali proprio l’Italia, per altro, rischia di pagare prezzi altissimi”. Ma non basta, secondo l’associazione ”oltretutto, casi come quello della Germania dimostrano che sviluppare le fonti energetiche rinnovabili, dal solare all’eolico, e incentivare il risparmio energetico non solo serve all’ambiente, e’ anche una molla per l’innovazione tecnologica e la competitivita”’.

Da qui l’invito al presidente Prodi e ai ministri dell’ambiente

europei: ”se l’Italia si sfilera’, dovra’ risponderne a quella grande

maggioranza di cittadini che non e’ disposta a sacrificare gli

interessi generali per salvaguardare i calcoli cinici e miopi di lobby piu’ o meno potenti”.

Clima: WWF, Italia non avalli posizione Bush

”Siamo sinceramente stupiti e preoccupati per la tentazione di alcuni dirigenti ministeriali italiani, non supportati da alcun mandato politico formale, di appoggiare la cosiddetta proposta alternativa americana a Kyoto”. Lo afferma Gianfranco Bologna, portavoce del WWF-Italia, secondo il quale ”non puo’ essere seriamente considerato una alternativa al Protocollo di Kyoto l’impegno a non assumere impegni formali, ‘appellandosi’ alle industrie perche’ volontariamente si adeguino a obiettivi minimali di taglio delle emissioni di anidride carbonica”. Nell’affermare che ”questa sarebbe la fine di ogni accordo internazionale, di ogni patto tra le nazioni”, e nel sottolineare che ”e’ irresponsabile non valutare i gravissimi costi economici che gli effetti dei mutamenti climatici stanno avendo in tutto il mondo”, Bologna ribadisce che ”la politica estera ed ambientale italiana non si detta attraverso le agenzie di stampa: la posizione italiana non puo’ cambiare in base a libere e opinabili interpretazioni”. ”Le regole – prosegue il portavoce del WWF-Italia – vanno rispettate, visto che oltretutto gli occhi del mondo sono

puntati su di noi ed i timori che l’Italia assuma il ruolo di cavallo

di Troia di Bush nell’UE sono forti”. ”Invitiamo quindi il futuro

presidente del consiglio – afferma Bologna – a considerare la gravita’ di una conclusione delle trattative sul clima con un nulla di fatto, con un avallo a impegni unilaterali tesi al ribasso, e quindi certo meno vantaggiosi per l’ambiente di impegni parziali su obiettivi definiti”.

Clima: Greenpeace, inaccettabili riserve italiane su Kyoto

Sono ”gravissime” le riserve espresse dal ministero dell’ambiente sulla posizione comunitaria relativa al Protocollo di Kyoto. Lo afferma Greenpeace, che chiede al ministro Willer Bordon di ritirarle nel consiglio dei ministri dell’ambiente UE che si terra’ il 7 giugno prossimo. ”La delegazione italiana, guidata dal direttore generale del ministero, Corrado Clini – osserva l’associazione – lo scorso 29 maggio ha rifiutato, unica fra tutte le delegazioni, di sostenere la posizione UE sui cambiamenti climatici, esprimendo non solo una riserva generale su tutto il documento della presidenza svedese, ma anche riserve aggiuntive su punti specifici”. ”L’ improvviso voltafaccia dell’Italia – secondo il direttore di Greenpeace, Domitilla Senni – potrebbe provocare una grave crisi politica all’interno dell’Unione Europea, proprio alla vigilia del vertice europeo di Goteborg. Chiediamo quindi all’onorevole Silvio Berlusconi di chiarire nel suo discorso di insediamento se e come il suo Governo

manterra’ fede all’impegno europeo riguardo la ratifica del Protocollo entro il 2002”.