L’investitore: «La bimba è sbucata fuori allÿimprovviso, non mi sento in colpa»

di Lino Lava

PADOVA – Per anni ha esercitato la professione di medico dentista abusivamente. Aveva tre studi, due in città a Padova e l’altro in provincia di Venezia. E aveva organizzato anche la “Fondazione Erident” per gestire gli ambulatori abusivamente. Per la sua attività aveva coinvolto tre medici, che sono stati assolti. Nove mesi di reclusione ha inflitto il giudice monocratico Cristina Cavaggion a Lucio Schiavolin, 56enne, abitante a Bojon di Campolongo Maggiore, ma residente a Tirana in Albania, difeso dall’avvocato Marco Cinetto. Ed è stato condannato a risarcire con 10 mila euro l’Ordine dei medici di Padova, che si è costituito parte civile con l’avvocato Giovanni Chiello.

Odontotecnico “made in Belgio”. Aveva deciso di fare il dentista perchè era in possesso di un presunto certificato belga di odontotecnico clinico e di una presunta iscrizione all’Ordine dei medici albanesi, senza specificare con quale titolo di studio sia riuscito ad ottenerla. E si batteva contro la legge italiana che lo bollava per uno che esercitava abusivamente la professione medica. Davanti al giudice dell’udienza preliminare aveva detto che non si lasciava processare tanto facilmente, come un qualsiasi imputato, e aveva deciso di sollevare “legittimo sospetto” nei confronti del giudice, perchè a suo avviso il tribunale di Padova non aveva la “serenità” necessaria per giudicarlo.

Senza laurea nè abilitazione. In fondo, il capo d’imputazione era una delle cose più semplice che si siano mai viste. L’imputato esercitava la professione medica senza la laurea in medicina e l’abilitazione dello Stato. Tutto qui. E non era neppure nuovo a questo tipo di reato, visto il suo certificato penale. L’atto di accusa si basava sui rilievi fatti dai carabinieri del Nas di Padova, i quali avevano scoperto che il signor Schiavolin aveva aperto due studi in città, uno in via Codalunga 10 e l’altro in via Reni 7, sui cui ingressi c’era una targa con la scritta: “Dentista Schiavolin Dr. Lucio Ord. Min. Sanità 06,08,1997”. La stessa targa compariva anche nell’ambulatorio di via Villa 90 a Bojon di Campolongo, dove Schiavolin viveva. L’ordinanza ministeriale cui faceva riferimento Schiavolin non era mai stata promulgata. E il Nas non aveva trovato neanche la laurea in Albania.

Giovedì 31 Maggio 2012 – 14:14 Ultimo aggiornamento: Venerdì 01 Giugno – 12:47

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