Sul Matese per un tuffo nella natura

Sul Matese per un tuffo nella natura GIANFRANCESCO D’ANDREA

Basta sfogliare le pagine di una guida o di un dépliant, e la scelta di un itinerario a metà strada fra cultura, arte e sapori non potrà che suscitare imbarazzo: Alto Casertano e Matese, terra di confine tra Campania e Molise.

Dal turismo religioso ricco di misticismo, sui conventi del Monte Muto, alle passioni più terrestri per gli appassionati di trekking ed escursionismo. La virtù, si sa, sta nel mezzo: e allora, basta raggiungere piazza San Sebastiano, a Piedimonte Matese, un gioiello architettonico incastonato nel centro storico, e dirigersi verso via Eremo, per imboccare il sentiero che un tempo, tutti i giorni, percorrevano i frati francescani per raggiungere il convento di Santa Maria Occorrevole.

Un’alternativa assai suggestiva per chi voglia raggiungere gradualmente il pianoro del Monte Muto, lasciando l’auto a Piedimonte Matese, e godere del panorama mozzafiato che si apre allo sguardo non appena ci si ferma sotto la torre campanaria in pietra viva che vigila sulla media valle del Volturno. I conventi francescani, con il secolare bosco della Solitudine, sono un’oasi di spiritualità: la leggenda narra che nel 1436, durante la Quaresima, un pastore alla ricerca di una pecora smarrita si imbatté in un dipinto su cui era raffigurata l’immagine della Madonna. In poco tempo la notizia giunse in paese, e da allora il Monte Muto divenne meta di pellegrinaggio. Una lapide presenta al visitatore il bosco della Solitudine, posto al termine del viale che, partendo dal piccolo sagrato della chiesa di Santa Maria Occorrevole, termina di fronte ad un cancelletto che custodisce un mare di verde. I versi sono di un’eloquenza straordinaria: «O beata solitudo! O sola beatitudo! Taciturni romiti, o passeggiero vivon lieti in quest’eremo beato, che non senza profetico mistero ne’ tempi andati il muto era appellato…». Dal verde del bosco della Solitudine, scendendo nuovamente verso Piedimonte Matese, ed imboccando i primi tornanti che salgono verso Castello Matese, l’itinerario prosegue verso le faggete ed i sentieri impervi dell’Alto Matese. Due le tappe obbligate lungo il percorso: da non perdere il borgo fortificato di Castello Matese, antica roccaforte di Piedimonte, e la piazzetta di San Gregorio Matese, piccola perla del turismo d’élite tra gli anni Sessanta e Settanta.

Dopo una decina di chilometri, il bivio di Miralago propone, a destra, i boschi di Bocca della Selva, località turistica e stazione di sport invernali (1450 m); a sinistra lo splendido scenario del lago Matese, paradiso degli appassionati di birdwatching, dove si contano diverse migliaia di volatili di che nidificano lungo le rive. In direzione di Letino e proseguendo verso Gallo Matese, immancabile sosta ai laghi omonimi e lungo il corso del fiume Lete, prima di perdersi tra i variegati colori del costume tipico letinese e gli incomaprabili profumi delle numerose aziende agrituristiche.